Galleria D'Arte Moderna

La scorsa settimana era un bel momento per fare qualcosa di culturalmente interessante! Finito con gli esami ed in preda ad una sete di curiosità... abbiamo approfittato del tempo libero per fare un salto alla Civica Galleria d'arte moderna di Palermo, trasferitasi definitivamente al complesso monumentale di Sant’Anna alla Misericordia.

Passando per via dei Calderai

4 commenti:
IO C'ERO!
Il gusto delle Biennali di Venezia tra simbolismo e modernismo
La formazione della Galleria e la sua apertura verso l’arte contemporanea avviene attraverso gli acquisti alle Biennali di Venezia. Il più impegnativo, anche sul versante economico, è stato quello del capolavoro di Franz von Stuck, una delle versioni de Il peccato, opera emblematica del Simbolismo europeo subito diventata, per la sua straordinaria popolarità, il vanto del nuovo Museo. Il tema della donna peccatrice, Eva, avvolta nelle spire del serpente è stato reso dal protagonista della Secessione monacense in un’immagine, carica di mistero e di seduzione, dove la trionfante nudità femminile contrasta con la capigliatura scurissima che diventa tutt’uno con la pelle del rettile, mentre lo spettatore rimane soggiogato dall’intensità dello sguardo delle due creature e dal sorriso diabolico della peccatrice.
La stessa atmosfera di perdizione e di morte contraddistingue Amore e le Parche, dove Ettore Tito, con una pittura di grande respiro europeo, rappresenta il piccolo dio arciere intento a scagliare i suoi dardi sulla coppia di amanti, di cui non vediamo il volto, mentre incombono le inquietanti figure delle mitiche divinità che tessono il filo della vita. Sempre in tema, Caino di Domenico Trentacoste, ispirato al Pensatore di Rodin, medita con lo sguardo fisso sul suo orribile gesto, rivivendo il momento incancellabile dell’assassinio compiuto. La figura raggomitolata sul sasso come una belva contrasta con la concentrazione pensosa del volto, rappresentando il passaggio dalla brutalità ad un’umanità riscattata dal rimorso.
Il gusto delle Biennali di Venezia tra simbolismo e modernismo
La grande tempera di Cesare Laurenti intitolata Dolore rappresentava, rispetto alle opere di Stuck e Tito, una diversa interpretazione del Simbolismo ora calato non più nel territorio del mito o dell’allegoria, ma in una scena di vita moderna. Vi è rappresentata, con uno stile che risente del Divisionismo e anticipa le sperimentazioni delle Avanguardie moderniste, “la toccante disperazione di tre fanciulle in poveri abiti moderni, in varie pose di abbandono che cercano volontariamente la morte” in “una rinunzia volontaria a tutti i sorrisi, a tutti i fiori, a tutte le speranze, alla vita”. È la stessa atmosfera di desolata rinuncia che pervade gli interni di Lionello Balestrieri, mentre in Ottobre d’oro di Guglielmo Ciardi e in Ombre notturne di Pietro Fragiacomo, la visione del paesaggio riesce a coinvolgere i più sottili risvolti dell’animo attraverso una pittura sempre affidata, come in Laurenti, alle modulate vibrazioni del colore.
I ritratti di Boldini, Selvatico, De Maria, o Sorpresa di Giacomo Grosso sono la testimonianza di un gusto internazionale che continuò, sino agli anni Venti del Novecento, a celebrare il fiducioso ottimismo della Belle Époque. Valori più tradizionali e un ritrovato orgoglio del mestiere contraddistinguono le bellissime sculture.
Dalla nostalgia per le seduzioni del mito classico espressa dalla straordinaria Faunetta di Trentacoste, al dolente sentimento della maternità interpretato nei due gruppi di Antonio Ugo ed Ettore Ximenes, all’elegia dell’infanzia ne Le comunicande di Pietro Canonica e I miei figli di Giovanni Nicolini.
http://www.comune.palermo.it/Eventi/Galleria%20d'Arte%20Moderna/gam3_il_ordinamento.htm
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