sabato 13 gennaio 2007

Intervista a Fran Lebowitz su "global warming"


 
Ero alla ricerca di qualcosa che mi potesse far capire di più sul surriscaldamento terrestre. Letta questa intervista l’avrei subito denominata come la Beppa Grilla degli usa, la scrittrice Fran Lebowitz è l’opinionista più sarcastica e pungente che l’America vanta da trent’anni a questa parte secondo la rivista Vogue uomo. In un’intervista si scevera about “global warming e terrorismo biologico”:

“Il pianeta è surriscaldato, i ghiacciai si stanno sciogliendo e il rischio è estremo. Nonostante questo quadro non si sia verificato in una notte, non posso fare altro che puntare il dito contro l’amministrazione Bush, colpevole di qualsiasi nefandezza, compreso il fatto che la notte soffro d’insonnia. Anzi, io non riesco a dormire proprio perché ci sono loro al potere. In ogni modo, la loro inerzia totale nel non voler affrontare il problema è agghiacciante: non siamo di fronte ad un’amministrazione ma ad un’organizzazione criminale nel vero senso della parola. Sostengono, per esempio, che non ci sono prove scientifiche o che non sono sufficienti a far suonare un campanello d’allarme. E’ grottesco: questi credono – prove o non prove – alla Vergine Maria e alla Resurrezione, ma nonostante il 99% degli scienziati mondiali dimostrino con dati inequivocabili una situazione gravissima, per loro il global warming non rappresenta un problema. Senza contare poi che quando a New York in ottobre ci sono 30 gradi, l’inverno dura tre mesi soltanto e l’estate mi devo cambiare la camicia tre volte al giorno, non ho bisogno di avere uno in camice bianco che mi comunica che siamo al limite.
E lapalissiano che il calore è globale, e quindi tutte le nazioni sono coinvolte. Eppure è imperativo che il mio paese agisca in modo concreto per due ragioni: la prima, che ha pesanti seguiti economici, è l’enorme consumo di carbone e petrolio e il conseguente inquinamento che creiamo. La seconda, a livello più ampio, è che, se ci comportiamo scorrettamente, tutti lo notano, dimenticando l’immobilismo di altri paesi o trovandolo perfettamente scusabile. Bisognerebbe essere lungimiranti e invece viviamo in un’era che va a ritroso. Senza contare che la gente comune, spesso dotata di un livello d’ignoranza abissale – e il nostro governo è pure responsabile di una pessima istruzione scolastica – non solo non sa nulla né capisce nulla, ma è capace di dire entusiasticamente: “E’ fantastico, sembra primavera tutto l’anno!”. Anche la sinistra ha fallito. Molto, di cui oggi paghiamo lo scotto, è la conseguenza degli errori dei democratici, che hanno speso 30 anni per combattere l’inquinamento con due o tre trovate grossolane, tipo quella di vietare il fumo nei ristoranti. Una volt ho detto a Bloomberg, che detesto profondamente, “Ma lei pensa davvero che ci siano due tipi di aria, una esterna e una interna? Perché in una stanza le sigarette sono tabù, mentre le auto che entrano a Manhattan sono migliaia?”. Tralasciamo poi che lui ogni settimana va alle Bahamas col suo jet privato, e ogni viaggio è pari al consumo globale di sigarette nella storia di New York. Il divieto del fumo al governo non è costato nulla. Ma ridurre il consumo di monossido di carbonio non lo è, ecco il punto.”

sul terrorismo biologico

“Siamo andati in Iraq per le armi di distruzioni di massa e non abbiamo trovato nulla. Non solo: nessuno sembra ricordarsi – ed è incredibile – che l’antrace è stato diffuso da un americano, il quale ha usato come mezzi sia il sistema postale che l’aviazione, simboli inequivocabili di progresso e di libertà. Bene, anche in questo caso, il risultato è identico, non è stato mai preso. Mai. Comunque io, al contrario di quasi tutti quelli che conosco, non sono spaventata da possibili attacchi come l’atomica, bombe sporche e affini. Mi sembrano scenari da film di fantascienza, oltre un modo disonesto che il paese adotta per creare uno stato d’allerta. Del resto, seminare il panico in un popolo ignorante, e l’America è ignorante, è facile. C’è altro che mi preoccupa. Il West Nine Virus, per esempio, una zanzara mortale che qualche anno fa è spuntata dal nulla, ha fatto delle vittime e poi è scomparsa, senza che si capisce un accidente. Gli spinaci in busta, ed è una realtà recente, che chissà come sono stati lavati ma che nel frattempo hanno fatto ammalare centinaia di newyorkesi. La globalizzazione dell’agricoltura: ecco quello che per me è il vero terrorismo biologico di cui oggi siamo tutti vittime.”

Uomo Vogue, Conde Nast


1 commento:

Anonimo ha detto...

in effetti è una grande!